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Home Settori e Documenti TELECOMUNICAZIONI Tim TIM-Comunicato organizzazione azienda (5-17)
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TIM-Comunicato organizzazione azienda (5-17)

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UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA ORGANIZZATIVA

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    Da un pezzo TIM non fa altro che richiamare l’attenzione di Organizzazioni sindacali e lavoratori sull’urgente necessità di aumentare la produttività, anche per reinternalizzare attività e così saturare di lavoro la manodopera sociale, e comunque per mettere in sicurezza l’azienda tutta.

    Poi, alla prova dei fatti, TIM declina queste pur condivisibili parole d’ordine nella mera riduzione dei costi, a partire dal costo del lavoro; e nell’inasprimento delle modalità di svolgimento delle mansioni. In altre parole, ci si accanisce solo sulla forza lavoro, dimentichi di tutti gli altri fattori che fanno l’organizzazione del lavoro.

    Un esempio recente è la burrasca che si è abbattuta sui call center mobile (partner care e 119) dovuta ai recenti ritardi di attivazione delle offerte per traffico voce e dati per portabilità – che hanno generato una mole di reclami che si fa fatica ad evadere, anche per i noti problemi di fuoriuscita di professionalità senza prima un puntuale passaggio di consegne; e di sottodimensionamento dell’organico (e quel poco che c’è lo si dedica ad altro: lavoratori del partner care comandati al BO 119, ai sondaggi CEM…; lavoratori 119 comandati all’agenda appuntamenti access team…). A cui si è aggiunta un’incauta attivazione massiva di promozioni (errate…) decise da marketing che IT ha lavorato nella notte tra il 10 e l’11 maggio, senza che fosse prodotta alcuna nota operativa che permettesse ad operatori ed assistenti di sapere per tempo cosa fare.

     Da allora, si sono susseguite una miriade di comunicazioni, anche in contraddizione tra di loro, e si procede a stento, e si tiene botta solo per l’abnegazione del front end tutto.

    Decisioni colpevolmente sbagliate e calate dall’alto, protocolli bizantini, sistemi informatici farraginosi (uno su tutti: TSSC, che di NUOVO ha solo il nome: le tuple da anni non vengono più aggiornate, costringendo l’operatore di turno ad opzionare quelle più prossime all’esigenza e compensando con la compilazione del campo NOTE; ed alcuni campi che il sistema valorizza automaticamente in modo errato debbono essere corretti manualmente)…

    L’impressione che se ne ricava è di una barca alla deriva: i comuni ed i sottufficiali s’arrangiano come possono, la linea di comando non recepisce alcuna critica costruttiva ed è tutta concentrata sul raggiungimento degli obiettivi quantitativi, il comandante è così lontano… E siamo certi che lo stesso senso di smarrimento e la medesima disorganizzazione si vivano in pressoché tutti gli altri settori.

    Se scriviamo questo non è certo per denigrare TIM: noi teniamo all’Azienda, perché sappiamo che il futuro ed il benessere dei lavoratori sono strettamente legati alla messa in sicurezza ed allo sviluppo della stessa!

     I lavoratori e le lavoratrici vogliono lavorare, e lavorare bene – per dignità e per orgoglio, prima di tutto! Però debbono essere messi in grado di poterlo fare, e farlo al meglio.

Quindi, va messa mano all’attuale organizzazione del lavoro – che da così com’è non se ne può cavare nulla di buono.

      Fa male vedere un’azienda strategica per il Paese arrancare così – è intollerabile che si mortifichino così professionalità costruite in anni di lavoro. Possibile che non si voglia vedere più in là del tempo medio di conversazione e della programmazione pedante dei permessi retribuiti?

    Slc-CGIL farà responsabilmente la sua parte, ma abbiamo bisogno di una visione altra ed alta.

P.S.: Per l’ennesima volta la mensa di via Assisi è rimasta chiusa in coincidenza con la giornata di solidarietà dei settori in turno base (venerdì 12): eppure, la stragrande maggioranza dei lavoratori ospitati è addetto a mansioni operative, quindi immessa in turnazione. È vero che il bar è stato opportunamente rafforzato, però neanche un preavviso minimo…

P.S.2: Nel tempo della pubblicazione dei CUD 2017 (redditi 2016) è verificabile che i redditi da lavoro dipendente erogati hanno subito una contrazione di ca. il 7% sull’anno precedente (redditi 2015) – per effetto della solidarietà (l’ammontare dell’indennità è stato rivisto al ribasso dalle ultime innovazioni legislative, parificandola a quella per la cassa integrazione guadagni) e della mancata erogazione del PDR, e prima ancora che decorra la disdetta del contratto aziendale. Nello stesso anno 2016, l’AD ha incassato complessivamente ca. 16.000.000€, pari a ca. 500 volte il reddito annuo medio dei dipendenti. Senza contare che lo special award che gli sarà riconosciuto a fine mandato al conseguimento di parametri meramente economico-finanziari (40.000.000€) è pari a ca. 1.400 volte il reddito annuo dei dipendenti. Cifre, per merito e metodo, del tutto ingiustificabili.

 

Roma, 16 maggio 2017

 

Segreteria Slc-CGIL Roma e Lazio
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