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TIM-Comunicato applicazione personale (5-17)

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Personale TIM impiegato all’accoglienza

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    Il progetto SITE SPECIALIST ci è stato presentato nella seconda metà del mese di aprile nella forma di “progetto pilota”. Dal dizionario relativamente a “progetto pilota” leggiamo: “Con questa espressione si fa riferimento a quei progetti di natura sperimentale intrapresi dalla Comunità allo scopo di verificare la fattibilità di una azione e la sua utilità”.

    Secondo le indicazioni formali dell’Azienda, il progetto pilota sarebbe partito a maggio e sulla città di Roma avrebbe riguardato una sola sede (Vignaccia) con il coinvolgimento di 6 colleghi; al termine del mese di maggio si sarebbero tirate le somme e valutata l’estendibilità ad altre sedi e altri colleghi, comunicandolo per tempo alle OO.SS.

    In perfetta INCOERENZA con quanto su riportato, oggi apprendiamo che decine di lavoratori e lavoratrici stanno ricevendo brevi manu dai gestori HR la laconica comunicazione di riallocazione su “altre attività”, e con effetto dal 1 luglio 2017 si viene assegnati alla funzione Maintenance & Facilities Centro, in ambito Business Support Office e mansione “Site Specialist”: colleghi provenienti da svariate linee, con diverse professionalità, senza che i capi facessero loro alcun cenno di cambiamento, si sono trovati con la lettera in mano e la testa confusa, a chiedersi… PERCHÉ?!?

    Si fa veramente fatica a capire la ratio della più generale riorganizzazione cui stiamo assistendo: un esempio, col progetto remix si trasferiscono lavoratori dal caring in ASA, da ASA si trasferisce personale on field, e contestualmente da lì quelli di troppo e poco produttivi (AOT dixit…) si comandano alla reception... Poco produttivi poi rispetto a quali parametri? E la produttività del singolo come è stata misurata, essendo ancora vigente l’accordo sul WFM?

    L’accoglienza non fa parte del ciclo produttivo di una società di TLC, mansione che era presente in origine nelle vecchie versioni del CCNL (negli anni ’80) ma che successivamente è stata rimossa: quale progetto industriale in tutto questo?

    Si crea nei colleghi coinvolti un danno psicofisico, legato ad una forte mortificazione professionale e ad un senso di esclusione: una persona che nell’arco della sua vita lavorativa era stata promossa fino al IV-V livello con relativa professionalità regolarmente esercitata, viene così reimpiegata a mansioni inverosimili e con un costo di mercato “esterno” nettamente inferiore a quello di un dipendente TIM.

     Tra le altre storture, scopriamo che una delle sedi di destinazione sarà la portineria della società HRS in via Cina: dipendenti TIM che fanno l’accoglienza in edifici di altre aziende!

Ci siamo sentiti dire da TIM, nell’incontro di fine aprile: “Non potevamo fare diversamente, perché le attività di Roma partono tra 2 giorni”.

    Non sarebbe stato più logico che il progetto ritardasse per consentire di espletare le Relazioni Industriali nel modo corretto? Per consentire anche una verifica di lavoratori che volontariamente si sarebbero candidati allo scopo?

    Ed inoltre non finisce di lasciarci allibiti: quali sono merito e metodo della gestione delle Risorse Umane?

Noi siamo per i percorsi virtuosi di riconversione e riqualificazione professionali, e per le reinternalizzazioni di attività a maggiore valore aggiunto – evidentemente, non è questo il caso.

    Chiediamo a TIM di sospendere immediatamente le attività in corso e recepire le forti perplessità sindacali. Esprimiamo contestualmente solidarietà nei confronti di lavoratrici e lavoratori delle altre aziende che rischiano il posto di lavoro, trovandosi in concorrenza con i dipendenti della nostra Azienda, che ha tutt’altri scopi di business industriale.

    I legali dei nostri Uffici vertenze sono a disposizione dei lavoratori che volessero rivalersi in giudizio – sapendo che il contenzioso che ne nascerebbe di certo non gioverebbe al rasserenamento del clima interno.

Roma, 10 maggio 2017

Segreteria Slc-CGIL Roma e Lazio
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