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Home Settori e Documenti TELECOMUNICAZIONI Tim Comunicato su usb (8-17)
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Comunicato su usb (8-17)

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SE USB NON RAPPRESENTA PIÙ I LAVORATORI
CAMBIAMOLI QUESTI BENEDETTI LAVORATORI…!

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    Abbiamo subito pensato al Corrado Guzzanti de Il libro de Kipli, appena letto il comunicato di USB del 26 luglio.

    In Flash Fiber (dove USB è l’organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa), come in tutte le altre aziende del Gruppo, è stata sottoposta al voto dei lavoratori e delle lavoratrici l’ipotesi di accordo sul pdr. Mandato che ogni sindacato dovrebbe considerare vincolante per il suo operato di rappresentanza degli interessi collettivi.

    A maggior ragione perché USB non fa altro che richiamare ad ogni occasione Slc-CGIL a sottoporre gli accordi sottoscritti al voto dei lavoratori coinvolti perché siano loro a decretarne lo scioglimento positivo o negativo della riserva.

    Invece, USB ha impartito a tutti una bella lezione di democrazia sindacale che è bene che i lavoratori valutino approfonditamente.

    Nonostante i lavoratori in assemblea per ben due volte abbiano votato a stragrande maggioranza a favore dell’ipotesi di accordo sul pdr, USB si è rifiutata di sottoscriverlo, in nome della coerenza politica tra quello che si dice e quello che si fa quale suo tratto distintivo e imprescindibile (!). Stigmatizzando il comportamento di due componenti della RSU su tre (tutti eletti per la lista USB) che hanno firmato su espressa richiesta di quegli stessi lavoratori che si sono candidati a rappresentare – voto dei lavoratori a cui USB non accenna mai nel comunicato richiamato, quasi si trattasse di un affare di poco conto…

    Ora: ogni organizzazione sindacale assume la posizione di merito che ritiene più opportuna. Però è quantomeno bislacco che pretenda di imporla ai lavoratori, la cui volontà è invece ben altra. Vorrebbe dire che i lavoratori per USB contano solo al momento del voto per la costituzione della RSU, quindi una volta ogni 3 anni – perché poi gli eletti penseranno a loro senza quelle fastidiose perdite di tempo che sono le assemblee di mandato e/o di ratifica degli accordi.

    La democrazia rappresentativa, specie quella sindacale, costa fatica, perché il rapporto tra eletti ed elettori deve essere necessariamente continuativo – è proprio quello che Slc-CGIL innegabilmente fa, ed i componenti della RSU afferenti ad Slc-CGIL firmano o non firmano in base al mandato ricevuto di volta in volta dai lavoratori.

    Questo modus operandi dovrebbe essere patrimonio comune – invece, USB ha dimostrato di rivendicarlo quando la rappresentanza sindacale è in capo ad altri, e di snobbarlo quando la responsabilità è in capo a sé.

Lavoratore, lavoratrice! Decidi da che parte stare: tra chi sceglie per te, e chi ti consulta e rappresenta il tuo mandato!

 

Segreteria Slc-CGIL Roma e Lazio

 

Roma, 10 agosto 2017