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TIM lavoro agile (11-17)

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LAVORO AGILE NON PERVENUTO…

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Come noto, Slc-CGIL pur non avendo sottoscritto l’accordo sul lavoro agile (vedasi nostri comunicati nazionali del 25 luglio e 31 ottobre), si è sempre dichiarata favorevole all’istituto.
      Oggi più di allora siamo però convinti di essere nel giusto, perché le condizioni che ha posto TIM snaturano lo spirito prima ancora che la lettera della l. 22 maggio 2017 n. 81 con la quale il legislatore ha inteso favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato.
     In particolare art. 18 della legge dichiara di promuovere il lavoro agile quale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, allo scopo di incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. La prestazione lavorativa può essere eseguita in parte all'interno di locali aziendali e in parte all'esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale. Inoltre l’art. 20 c. 1 stabilisce: Il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni all'interno dell'azienda in attuazione dei contratti collettivi nazionali applicati.

     Il verbale tra TIM, anche in rappresentanza delle Società del Gruppo che applicano il CCNL tlc, e le Segreterie nazionali FISTel-CISL UILCOM-UIL UGL Telecomunicazioni e Coordinamento RSU (in realtà, Slc-CGIL ha diffidato l’Azienda dal considerare il Coordinamento nazionale firmatario, avendo firmato solo una minoranza di componenti) da una parte richiama espressamente i principi di fiducia, collaborazione, senso di responsabilità e autodisciplina sui quali si basa detta innovativa modalità di esecuzione del lavoro;
dall’altra introduce condizioni più restrittive rispetto alla richiamata legge:
obbliga e vincola la collocazione temporale della prestazione lavorativa ordinaria – la legge invece stabilisce i soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva, parificando la prestazione agile al lavoro autonomo; limita a sole 16 giornate su 44 totali di lavoro agile quelle lavorabili presso il proprio domicilio e le restanti 28 obbligatorie nelle sedi satelliti – la legge invece considera pari sedi aziendali e sedi esterne;
limita alle sole giornate in cui la prestazione lavorativa è svolta in lavoro agile presso la sede satellite il riconoscimento del buono pasto – la legge invece stabilisce parità di trattamento in lavoro agile, quale che sia la sede di lavoro.
     L’Azienda ha ben poco da nascondersi dietro l’alta adesione da parte dei lavoratori interessati: tra niente e piuttosto, meglio piuttosto. Provi invece a monitorare il grado di soddisfazione di chi vi aderisce, e magari scoprirà che il numero delle sedi satelliti (ca. 20 sedi in tutto nel Lazio, di cui ca. la metà a Roma…) e le postazioni adibite al lavoro agile (ca. 300 postazioni totali a livello regionale, di cui ca. 230 a Roma…) sono inspiegabilmente insufficienti; e che il sistema di prenotazione è poco meno di un terno al lotto, tanto che molti lavoratori sono costretti ad attendere la mezzanotte tra la domenica ed il lunedì per prenotare in tempo il posto nelle sedi della settimana successiva……
     Come un Re Mida al contrario, l’Azienda rischia di vanificare un istituto ben gradito dai lavoratori salvo poi nascondere la pessima organizzazione del lavoro agile dietro una campagna mediatica sui principali mezzi di comunicazione di massa.
TIM ammetta che diversi Responsabili non sono pronti ad adottare il lavoro agile, ché non riescono ad immaginare una modalità di svolgimento della mansione che non passi per il controllo, la rigidità e l’abbattimento del costo del lavoro quali unici interventi di ricerca di aumento della produttività. Se invece intende raccogliere le sfide della modernità, troverà sempre in Slc-CGIL un interlocutore pronto ed all’altezza.

Roma, 9 novembre 2017

Slc-CGIL Roma e Lazio