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TIM Comunicato (12-18)

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Egregio dott. Gubitosi, sì: in TIM la stabilità necessaria manca da troppo tempo.
   Per una elevato tasso di rissosità tra gli azionisti di riferimento, che ha comportato un avvicendamento vorticoso di dirigenti (a partire dall'Amministratore delegato) e di piani, i cui progetti si limitano troppo spesso all'aspetto finanziario ed al breve periodo, trascurando l'organizzazione del lavoro e la missione industriale dell'Azienda – che ha comportato anche interlocuzioni aspre con le   Autorità regolatorie ed il Governo, sino alla dichiarata volontà di questi di societarizzazione forzosa della rete.


   Ella ha inteso recarsi presso alcune sedi di lavoro – una per tutte, quella sita in Roma, via Assisi, che ospita, tra gli altri, i call center 119 e Partner care. Siamo certi che chi di dovere Le abbia detto che ancora una volta il servizio di assistenza clienti ha fatto registrare premiati indici di qualità erogata. Ed auspichiamo, perciò, che ai lavoratori ed alle lavoratrici sia dato il giusto e meritato riconoscimento, perché suppliscono alle inefficienze dell'attuale organizzazione del lavoro, svolgendo, qui come in tutti gli altri settori di TIM, la propria mansione con professionalità ed abnegazione.
   Il caso più critico è la rete, pure un'infrastruttura strategica per l'Azienda ed il Paese, che potrebbe ben essere volano di sviluppo economico e progresso sociale, e che si sta radicalmente trasformando per il noto cambio di paradigma industriale che rappresenta la digitalizzazione.

   Ebbene: La invitiamo a verificare Lei stesso lo stato dello sviluppo della rete ftth in termini di qualità dell'infrastruttura e relativa appropriatezza delle banche dati; i troppi casi di clienti ftth che, a volte per settimane, aspettano l'attivazione del servizio o la risoluzione di un guasto; lo stato dei cd rami gpon definiti gom realizzati da Fastweb, partner che, tra l'altro, conferisce in appalto la posa dei cavi anche nelle infrastrutture TIM saturandone i cavedi, e più in generale riteniamo lavorando fuori procedure e normative; il presidio della rete trasmissiva, che deficita nonostante siano stati introdotti unilateralmente archi orari di copertura ampi; lo stato della rete mobile TIM: riteniamo vi siano troppe attività nascoste o cancellate nei sistemi di organizzazione della forza lavoro – e troppe volte l'ingaggio del tecnico di turno si attiva solo per escalation; lo stato dei ricorsi agli appalti in essere per impianti e servizi, anche per clientela retail, ed il ricorso agli appalti per le attività di prodotti e servizi (ad es., centralini NICI) e per lo sviluppo della rete ftth – che finiscono per depauperare l'azienda di professionalità strategiche e che troppe volte prevedono anche il ricorso al subappalto, in una catena tanto più lunga quanto più sottratta ad ogni controllo, i cui costi finiscono inevitabilmente per scaricarsi sulle spalle dei lavoratori coinvolti e sui clienti finali.
   Noi di Slc-CGIL siamo ben disponibili a confrontarci con Lei, nell'ambito delle consolidate prassi di Relazioni industriali, auspicando di trovare attenzione e volontà di individuare e superare arcinote criticità che stanno minando alle fondamenta uno dei campioni dell'economia nazionale.

 

Roma, 22 dicembre 2018

 

Slc-CGIL Roma e Lazio

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